Viaggio solidale in Togo: la mia prima volta nel continente nero

Mar 11, 2020 | Africa, Togo, Viaggi

“Togo, biscottino al cacao o paese africano? Quale dilemma mi sono portato appresso fino al momento esatto in cui, a due mesi dalla partenza, quella strampalata idea di viaggio solidale in Togo iniziava a prendere forma: la mia prima volta nel continente nero, come per magia, si concretizzava per davvero…”

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Se è vero, come si dice, che nella vita c’è sempre una prima volta, nel 2014 un viaggio solidale in Togo di tre mesi mi permise di concretizzare un sogno che nutrivo da tempo: volare laggiù, nel continente nero.

Proprio lì, in quella terra piena di contraddizioni che per anni, grazie a documentari e riviste di stampo naturalistico, ho assaporato con sana e giustificata invidia attraverso gli occhi di altri. Tu, perplesso, ti chiederai: ma come mai proprio in Togo? Bella domanda!

Quel viaggio fu frutto del caso. O meglio, il giusto compromesso di alcune valide proposte varate da Oikos, l’associazione di volontariato alla quale mi sono appoggiato per partire, ma che per un motivo o per un altro dovetti declinare.

Forse non ci crederai, ma nell’arco di poche ore vidi sfumare l’opportunità di volare prima in Kenya e poi in Tanzania: nel primo caso fu il compimento di un attentato terroristico a farmi desistere dal partire; nel secondo, invece, i posti da volontario presso l’associazione locale che mi avrebbe dovuto accogliere erano già stati tutti occupati. Ma non mi son arreso!

viaggio solidale in togo: Devi sapere che…

Nel periodo prima della partenza, tra spunti di riflessione personale e chiacchierate tra amici, mi sono spesso domandato cosa mi avesse spinto ad accettare una simile meta. Sconosciuta ai più, tra le più povere sulla faccia della Terra e a bassissima vocazione turistica: a chi potrebbe mai interessare un posto del genere? Tour operator a parte – solo quelli specializzati in viaggi etnico-culturali – oserei direi a nessuno.

Certamente, se avessi contattato altre associazioni avrei potuto vagliare soluzioni diverse, ma tergiversare non è mai stato nelle mie corde. Così, a frittata fatta, pensai egoisticamente che il destino avrebbe avuto in serbo una sorpresa ricca di soddisfazioni.

Intriso di una storia fatta di colonizzazioni e abitato da etnie diverse, il Togo rappresenta, soprattutto per il viaggiatore zaino in spalla, non solo un’appetibile “chicca” fuori dell’ordinario, bensì un’esperienza di vita dai risvolti umani profondi da vivere a tutto tondo. Così come a tutto tondo, del resto, ho avuto la fortuna di viverla io.

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Una giovane venditrice

la mia…agognata partenza

Ti confesso che fissare la data della partenza fu un’agonia. In effetti ci misi un bel pò prima di deciderla, cosa alquanto strana per una persona che, in quel momento, aveva davanti a sé un’infinità di tempo da organizzare come meglio credeva. Si trattò forse di ansia o paura, ma alla fine il “click” della prenotazione aerea arrivò solo quattro giorni prima del decollo, a costi ormai lievitati all’inverosimile. A quel punto non mi rimase che acquistare la guida turistica, leggerla e raccogliere quante più informazioni utili possibili sul Paese. Ormai non stavo più nella pelle!

Il 9 gennaio, giorno della partenza, coincise con il compleanno di mia madre che siamo soliti festeggiare in famiglia. Tuttavia, quella volta, date le circostanze, il viaggio ebbe inevitabilmente la priorità sugli affetti. “Va e sii felice perchè questo è il più bel regalo che tu mi possa fare”: furono queste le ultime parole di mia madre prima dei saluti. Parole che sanno di verità, che seppero essere di supporto negli inevitabili momenti di sconforto, momenti che in Togo, ad essere sincero, non ho mai avvertito.

In un freddo giovedì d’inverno, dopo circa nove ore di viaggio estenuante mi ritrovai catapultato in una vera e propria sauna a cielo aperto. Dopo le adrenaliniche avventure vissute in Australia prima e in Ecuador poi, si spalancarono finalmente le porte di un continente invocato a gran voce da tempo.

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La posa perfetta

viaggio solidale in togo: RIFLESSIONI

Grazie all’ospitalità offerta dai membri di Ajvsm, l’associazione partner locale di Oikos in Togo, ebbi l’opportunità di calarmi nei meandri dei quartieri polverosi e sgangherati di Lomè per gustarne la vita, percepirne le sensazioni, gli odori, i profumi e conoscerne la gente. Ma ebbi soprattutto il privilegio di partecipare ad un progetto solidale in un piccolo villaggio situato in una delle regioni più affascinanti del Paese.

Eh già, perchè Lomè, diciamocelo francamente, pur non essendo una capitale da capogiro merita comunque di essere visitata. Situata sul Golfo di Guinea, Lomè è piuttosto un ottimo punto di partenza per la scoperta di luoghi che da sud a nord, tra climi variegati e in continuo mutamento, offrono interessanti spunti paesaggistici.

Quindi tanto per capirci, se l’idea di intraprendere un viaggio solidale in Togo ti affascina o rappresenta molto dI più di una semplice sfida personale da vincere, ti suggerisco di dare un’occhiata agli spunti di viaggio e agli aneddoti che troverai qui di seguito. Solo leggendoli, infatti, scoprirai se questa minuscola fetta d’Africa incastonata tra Ghana e Benin, decisamente off the beaten track, fa veramente al caso tuo oppure no. Buona lettura!

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Efanan, una bimba del villaggio di Danyi Hi Heatro

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2 Commenti

  1. diana

    Bello, mi hai ricordato il mio viaggio in Togo (ormai lontano) e tanti viaggi in Africa… vivere certe esperienze non è da tutti! Un beso

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    • Simone

      Si è proprio così. Il Togo poi è molto particolare!

      Rispondi

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Mi chiamo Simone Gentilini e sono un bolognese DOC nato nel novembre del 1974. Il 4 per essere precisi, la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze armate, quella che un tempo era una festa sentita ma oggi un giorno qualsiasi presente sul calendario.
Nella vita svolgo un fricandò di attività che, seppur con qualche affanno di troppo, mi consentono di vivere la mia vita in maniera dignitosa.
Sono un operatore socio sanitario, un insegnante di lingue straniere e un accompagnatore turistico.

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