Togo fai da te: informazioni utili su come organizzare un viaggio al top

Lug 17, 2020 | Africa, Togo, Viaggi

Se ti dicessi che organizzare un viaggio fai da te in Togo non è affatto complicato, mi crederesti? Qualunque sia la risposta, se anche tu, come me, ritieni di appartenere a quella schiera di viaggiatori meticolosi, abituati a valutare ogni singolo dettaglio di viaggio in completa autonomia, non hai nulla da temere o di cui dubitare. E’ un gioco da ragazzi!

Come in ogni viaggio che si rispetti però, è opportuno adottare alcune piccole precauzioni in assenza delle quali l’esperienza rischia di assumere risvolti spiacevoli o rivelarsi addirittura deludente. Per fare in modo che tutto fili liscio come l’olio o che le probabilità di incorrere in qualche disavventura si riducano al minimo, ti consiglio di prendere nota delle informazioni che ho riportato di seguito. In fin dei conti ne va della felice riuscita del tuo viaggio, non credi?

togo fai da te: QUANDO ANDARE

Quando si desidera visitare una determinata area geografica, al di là di un rapido sguardo alla stabilità politica del Paese oggetto del viaggio, è sempre opportuno verificare quale sia il periodo più idoneo dal punto di vista climatico e metereologico per poterlo fare. Sei d’accordo?

Ebbene, il Togo, un territorio composto da sei aree geografiche in cui il clima spazia dal caldo tropicale del sud a quello dell’arida savana a nord, presenta sostanzialmente due stagioni:

  • quella secca (la più idonea e consigliata a recarsi nel Paese) compresa tra novembre e marzo, durante la quale le precipitazioni sono pressochè inesistenti e in alcune zone del Paese le temperature possono raggiungere i 35 o 40 gradi;
  • quella piovosa (presente soprattutto nelle zone interne) compresa tra aprile e ottobre, in cui la pioggia cade copiosa e crea allagamenti.

Qualora fossi un appassionato di fotografia, se decidi di portarti appresso un’apparecchiatura fotografica di tutto rispetto, sappi che dovrai fare i conti con l‘harmattan, un vento polveroso e secco proveniente dal Deserto del Sahara il cui unico scopo è di rendere la vita dello sventurato fotografo di turno alquanto tormentata.

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Un gruppo di bambini riunito davanti ad un negozio

COSA METTERE IN VALIGIA

Prima di affrontare un viaggio, chissà quante volte ti sarà capitato di non avere la benché minima idea di cosa mettere in valigia e di farti prendere, guarda caso, da inutili ansie o improvvise crisi di nervi. O mi sbaglio? Beh, se ti può consolare, non sai quante ne ho avute io!

In ogni caso, a seguito delle diverse esperienze accumulate sul groppone, le centinaia di chilometri percorsi a piedi nei luoghi più impensati, i rientri a casa con la valigia divelta o piena di indumenti inutilizzati, mi sono reso conto, proprio in Togo – meglio tardi che mai – che uno zaino da 70 litri è più che sufficiente a contenere la “zavorra” di cui ho realmente necessità in viaggio. Ecco la lista completa di ciò che non deve mai mancare all’interno del tuo bagaglio:

  • biancheria intima (alcune paia di mutande e di calzini vanno benissimo. Quando sono sporche/i le/li lavi a mano, le/li stendi: in men che non si dica, con il caldo che fa, si asciugano).
  • tutto il “necessaire” per l’igiene personale (dentifricio, spazzolino e sapone. Nel caso ti dovessi scordare qualcosa a casa, potrai comprarlo in loco a prezzi stracciati).
  • medicinali (meglio partire con quache scatola in più di analgesici, antinfiammatori e antibiotici. A Lomé e nelle principali città del Paese ci sono comunque alcune farmacie ben rifornite di medicinali).
  • pantaloncini corti (indispensabili per sentirsi fisicamente “liberi” e a proprio agio. Tuttavia ti consiglio di prendere con te un paio di jeans: è sempre comodo averne almeno uno di scorta)
  • magliette a manica corta (anche scolorite, nessuno guarda al modo in cui ti vesti)
  • un paio di felpe (da indossare nella zona degli altopiani, soprattutto la sera, quando le temperature calano).
  • ciabatte o sandali (entrambi comodi quando devi camminare su strade polverose o non asfaltate).
  • scarpe da tennis (da utilizzare durante i lunghi spostamenti o per camminare su strade asfaltate).
  • crema solare e un cappellino (utili per proteggersi dal sole e ad evitare eventuali insolazioni).
  • palloni o giocattoli da regalare ai bambini (se puoi evita di regalare loro delle caramelle).
  • una torcia (in assenza di luce, qualsiasi cosa tu debba fare, ti sarà di grande aiuto).
  • un’eventuale zanzariera da viaggio e una massiccia dose di Autan. Se prenoti il tuo soggiorno dall’Italia, accertati che in camera ci sia già una zanzariera. Altrimenti ne acquisti una e la riponi nel bagaglio che fai imbarcare sull’aereo.

DOVE DORMIRE

Grazie alla sua posizione geografica, altamente strategica e alla cospicua presenza di attività commerciali di vario genere, Lomé vanta la più alta concentrazione di strutture ricettive presenti in Togo, soprattutto nell’area che circonda il Grand Marchè. Ciò non toglie, però, che nel resto del Paese non ve ne siano. Anzi tutt’altro!

A meno che tu non voglia trascorrere il tuo soggiorno in qualche hotel di lusso, devi sapere che il panorama dell’hotellerie togolese, gestita in prevalenza da stranieri, offre soluzioni più che decorose per tutte le tasche, che includono guesthouses, bed and breakfast e piccoli alberghetti a gestione familiare.

Sia che cerchi una camera da letto spartana, dotata di un letto e di un ventilatore a pale o a piantana, oppure una camera più “sofisticata” provvista di aria condizionata e di un televisore, dimentica per un attimo l’igiene, la pulizia e le comodità di casa tua: altrimenti, parliamoci chiaramente, che razza di viaggio avventuroso fai da te sarebbe?

togo fai da te: IL VISTO E LE VACCINAZIONI

Per recarti in Togo, oltre al canonico passaporto con validità residua di 6 mesi, devi munirti di un visto di ingresso ottenibile presso il Consolato del Togo a Roma al costo di 50 euro oppure direttamente in aeroporto a Lomè, una volta che hai recuperato i bagagli, versando 10.000 FCFA (15 euro). In questo secondo caso, il visto, che ha una validità di sette giorni, è facilmente prorogabile presso le autorità competenti, senza costi aggiuntivi, per tutto il periodo in cui intendi soggiornare.

Per quanto riguarda le vaccinazioni, un tema che suscita opinioni discordanti tra i viaggiatori, ti consiglio di non prendere sottogamba la precaria situazione sanitaria che affligge il Paese. Sarebbe bene che prima di partire stipulassi una polizza assicurativa che preveda la copertura di spese mediche e di rimpatrio aereo sanitario, poi, previo il parere di un medico competente, prendessi in considerazione l’ipotesi di effettuare:

  • la profilassi antimalarica (io ho assunto le compresse di Lariam, peraltro mutuabile)
  • la vaccinazione contro la febbre gialla.

Nel caso desiderassi maggiori chiarimenti a riguardo, sul sito di Viaggiare Sicuri, troverai risposte esaustive ai tuoi quesiti.

LA VALUTA LOCALE

In Togo, come in altri 13 Stati africani di lingua francofona, tra i quali anche il Senegal, in cui sono stato un paio di volte, la valuta locale utilizzata è il Franco CFAil nome di due valute comuni a tutti i Paesi aderenti, alcuni dei quali riuniti nell’UEMOA (Unione Economica e Monetaria Ovest Africana), altri nel CEMAC (Comunità Economica e Monetaria dell’Africa Centrale). Il cambio, effettuabile nella maggior parte dei casi in banca, è: 1 euro = 655,9570 CFA.

I VOLI PER IL TOGO

Per raggiungere l’aeroporto internazionale Gnassingbé Eyadema di Lomé, le compagnie aeree Air France, Ethiopian Airlines e Royal Air Maroc garantiscono servizi affidabili e sicuri con partenze dalle più svariate città italiane. Preparati, però, ad effettuare uno o più scali e ad attendere alcune ore a terra prima di ripartire alla volta della tua ambita meta. Buon viaggio!

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Ci vediamo in Togo, ti aspetto!

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Mi chiamo Simone Gentilini e sono un bolognese DOC nato nel novembre del 1974. Il 4 per essere precisi, la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze armate, quella che un tempo era una festa sentita ma oggi un giorno qualsiasi presente sul calendario.
Nella vita svolgo un fricandò di attività che, seppur con qualche affanno di troppo, mi consentono di vivere la mia vita in maniera dignitosa.
Sono un operatore socio sanitario, un insegnante di lingue straniere e un accompagnatore turistico.

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